TICINO BUSINESS

Quanto contano attualmente la rete e il digitale per le aziende?

La societa’ e il mondo del lavoro subiscono una trasformazione continua con il digitale, che sta portando al centro delle logiche e delle politiche commerciali il flusso dell’informazione non più monopolio degli editori.

Esiste quindi una rivalutazione dei contenuti e dei processi aziendali…Nascono in pratica nuovi operatori economici che riescono a riorganizzare l’azienda in chiave innovativa e contestualizzata sia sul loro core business che verso il loro target di riferimento.

La condizione di base è che l’azienda sappia imparare ad ascoltare le persone e a dialogare con loro.

Il problema è che non esiste formazione attraverso corsi su larga scala che formino i dirigenti ed il personale dedicato e preposto per il dialogo.

I problemi si possono dividere in 2 blocchi funzionali: il primo l’assenza nelle aziende di persone in grado di parlare in rete, il secondo è che si ha paura dei feedback sia positivi che principalmente quelli negativi.

Ma se ne arriva qualcuno, è già sintomatico il fatto che quel commento ci sia. Si potrebbe interpretare positivamente, dal momento che non ascoltare i commenti negativi potrebbe portare a situazioni che, a volte, rendono più costoso recuperare e sanare piuttosto che prevenire.

Oramai il punto strategico è che bisogna adeguarsi in una “società mondo” in cui il flusso della comunicazione diventa prioritario ed è necessario attrezzarsi sul modo in cui gira quello stesso flusso per poter creare un organigramma funzionale sia interno alle organizzazione che in outsourcing.

Non basta andare in rete solo una tantum, ma essere costantemente presenti, o è meglio non esserci ..onde evitare che la situazione sfugga dal monitoraggio o lavori negativamente sull’azienda in background.

Fondamentale il “bisogna saper ascoltare”, perchè se le persone si sentono ascoltate sono appagate e proattive secondo il paradigma sempre più diffuso del PROSUMER (consumatore proattivo).

Per fare questo c’è bisogno di una piattaforma qualitativa di tipo semantico che permetta di avere il mood, il tono, l’interazione.

Le aziende che entrano in rete devono quindi sapere come gestire il proprio pubblico.

Tutto gira intorno all’anima del cliente e a quelli che sono i suoi valori. Nell’era dei social network i consumatori possono scambiarsi con estrema facilità opinioni su imprese, prodotti e marchi. Sono diventati più smaliziati ed attenti. Le aziende devono comprendere che non vi sono più barriere tra loro ed i clienti e che sono questi ultimi i veri proprietari della marca.

 

E il rapporto tra la politica e la rete? Come sta cambiando?

La politica finalmente considera la rete come il nuovo sistema di comunicazione verso i cittadini, per renderli partecipi e aperti a forme di coinvolgimento.

Se hai una buona base di utenti proattivi, con la rete comunichi in tempo reale, con il “rischio” serio di diventare uno strumento potentissimo. Ma a patto di rendere un servizio di relazione costante, puntuale e di alto valore contenutistico.

Pensiamo alla pedofilia nella Chiesa: è tutto partito da una singola persona che ha denunciato in rete gli abusi, la voce è poi rimbalzata con una viralità impressionante dall’altra parte del mondo trovando un riscontro in altre persona, e poi ancora e ancora, finchè non si è scoperto il fenomeno della pedofilia in rete, portando la Chiesa stessa ad indagare e riconoscere l’esistenza del fenomeno negativo…il tutto in pochissimi anni.

Capite quindi quant’è potente la rete? Ma dico che questa potenza dev’essere gestita e che le aziende devono saperla utilizzare e canalizzare al massimo per poterne sfruttare le “potenzialita’”.

 

Macoweb ha grandi ambizioni e progetti …Cosa accadrà ?

Stiamo lavorando sia a proposte tecnologiche che tecnico commerciali, in cui si portano gli utenti a giocare per ottenere dei premi virtuali e interazione digitale, un modo per coinvolgere molte persone a costi davvero bassi, la rete è anche un qualcosa in cui ci si diverte…con finalità di engagement.

La gestione di questi database altamente profilati permette lo sviluppo nel tempo di un concept a noi molto caro la lead nurturing riscaldamento” del contatto lead nel tempo attraverso una comunicazione mirata)

Stiamo affinando il nostro approccio attivo nel web marketing riassumendolo nella capacità di approcciarsi in maniera sistematica ai diversi aspetti che compongono la filosofia e gli obiettivi di un progetto web e social.

Suggerire alle aziende, attraverso le nostre proposte strategiche, che sul web bisogna spogliarsi dai propri abiti formali e di ricorrere ad una comunicazione più “umana” e di portarsi allo stesso livello del consumatore.

Pensiamo di avere una visione d’insieme sui diversi aspetti operativi necessari alla creazione di un piano d’azione efficace ed efficiente.

Le aziende, ad esempio, devono smettere di pensare ai social media come se fossero una tecnologia. I social sono conversazione pura, e questa avviene anche in assenza dell’azienda stessa sulla rete. Ecco perché le aziende DEVONO esserci.

La nostra visione del web marketing rimane comunque olistica: l’internet marketer è per noi una professionalità capace di approcciarsi in maniera sistematica ai diversi aspetti che compongono la filosofia e gli obiettivi di un progetto web nel suo insieme.

Diventa quindi fondamentale e strategico avere la visione d’insieme dei diversi aspetti operativi necessari alla creazione di un piano d’azione efficace ed efficiente.

Vi sono stati casi di aziende cha hanno saputo adottare strategie efficaci anche per i propri canali social. Le piattaforme societarie che offrono assistenza ai propri clienti tramite Facebook e Twitter, e che utilizzano Linkedin per proporre contenuti inerenti al proprio mercato di riferimento e che si avvalgono di Google my business per promuovere le proprie attività “in loco”.

Secondo noi in sintesi il vero concept killer di una strategia digitale aziendale è: apportare valore al consumatore comprendendo le sue necessità in modo da poter resistere il più possibile sul mercato.